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venerdì 12 ottobre 2018

Tom Petty And The Heartbreakers - The Waiting

Il video di questa bella canzone di Tom Petty and the Heartbreakers - "the Waiting" rappresenta due bellissime chitarre Rickenbacker che ho la fortuna di possedere: la 360/12 e la 660.

Consiglio pertanto la visione di questo video anche per farsi un'idea del Rickenbacker sound che rimane un unicum interessante ed originale all'interno del panorama delle chitarre. Si tratta di strumenti eccellenti anche per la fattura complessiva ed il sound caratteristico. Dico questo come pro memoria per qualche povero incompetente, che ahimè ancora si incontra in giro, che continua a sostenere che le Rickenbacker producono suoni vecchi... (e poi mi devono spiegare che si intende per "suoni vecchi")



martedì 6 marzo 2018

Eddie Vedder e la Rickenbacker 360/12 agli Oscar 2018

Eddie Vedder dei Pearl Jam ha cantato la canzone di Tom Petty "Room at the Top" con una Rickenbacker 360/12 durante la celebrazione "In Memoriam" agli Oscar 2018.

Un'esecuzione emozionante di un brano bellissimo con il classico sound di questa fantastica chitarra per celebrare un momento così toccante della cerimonia degli Oscar. Un importante tributo inoltre al grande Tom Petty.


giovedì 6 luglio 2017

La Rickenbacker 360/12 non amplificata


Me & my Rickenbacker 360/12
La cose che sto per scrivere magari sembreranno delle cretinate: per me francamente non lo sono. Comunque massimo rispetto per quelli che non saranno d'accordo e chiedo pazienza infinita a tutti gli altri.

Una delle cose che mi piace fare piuttosto spesso è suonare la Rickenbacker 360/12 non amplificata: insomma non collegata all'amplificatore, come se fosse una chitarra acustica. In effetti questa chitarra è una semi-acustica: anche se ha una camera cava interna non particolarmente grande per la presenza di un bel blocco interno alla cassa armonica (insomma non è una chitarra completamente vuota come ad esempio la Epiphone Casino), un po' di suono acustico dal cat-eye (la fessura a occhio di gatto) alla fine esce.

Una persona dotata di buon senso potrebbe chiedersi: perchè? Che senso ha? Secondo me il suo senso questa cosa ce l'ha. Eccome.

In primo luogo, strimpello la mia Ric 360/12, diciamo così, da "spenta" (come mi ha detto un tizio) per fare pratica ed esercizio quotidiano per le mani. Come ho già scritto altrove, questa chitarra necessita di pratica frequente per adattare le mani all'impostazione peculiare che questo strumento impone. Insomma: ci faccio ginnastica. 

Poi mi piace molto la scorrevolezza e la comodità della tastiera: per molti è un inferno perchè troppo stretto, ma per me è il più comodo con cui abbia mai avuto a che fare. Le mani corrono su questa tastiera liscia come una pista da bowling con una facilità estrema. Fantastico, semplicemente fantastico.

E poi volete sapere la verità? Mi piace il suono acustico di questa chitarra! E' molto particolare, ricchissimo di armoniche. Anche quando amplifico questa chitarra, gli accordi producono un sound unico che nessuna altra chitarra mi sembra riesca a fare: arpeggi incredibili che, magari con la Telecaster, non mi vengono... Ma quando questa chitarra non è collegata all'amplificatore, tutti questi suoni, queste armoniche si sentono con una distinzione particolare. Inoltre da quando ho sostituito l'R tailpiece con il Trapeze il suono è diventato più bello: non saprei in quale altro modo definirlo. Forse è cambiata l'altezza e la scalatura delle corde: che ne so?!? 

Ci sono delle volte che mi viene in mente l'idea di mettere un microfono davanti per vedere che succede: prima o poi voglio fare questo esperimento. A seguire esporrò tutti i dettagli su questo blog.

Insomma per me è sempre un grande piacere, oltre che un gradevolissimo esercizio, prendere questa chitarra e mettermi a suonare anche senza amplificatore. 

lunedì 14 settembre 2015

Rickenbacker 366/12

Una cugina molto speciale della Rickenbacker 360/12 è senza ombra di dubbio la 366/12. Questa chitarra è stata prodotta dal 1966 fino al 1974 ed ha la caratteristica di montare un dispositivo in grado di trasformare la chitarra da 12 corde in 6 corde. Veniva definita una chitarra "convertible".



Si tratta del famoso "pettine" (comb) della 366/12: agendo su una apposita leva il pettine solleva le 6 corde aggiuntive e lascia libere la 6 corde di base. Et voilà: il gioco è fatto.


La 366/12 è pressochè identica alla 360/12: di solito la 366/12 monta i toaster come pickup invece degli hi-gain, ma per il resto non ci sono particolari differenze. Molto comune la livrea Fireglo, ma dovrebbero esistere esemplari anche di altri colori.

Si tratta chiaramente di uno strumento molto peculiare: visto poi che questa chitarra è stata costruita in pochi esemplari per un periodo di tempo piuttosto limitato, è inutile dire che è molto rara da trovare e, qualora si riuscisse ad imbattersi in una magari in buone condizioni, costa una barca di soldi.

Alcuni anni fa ho avuto la fortuna di metterci la mani sopra, dato che faceva parte della collezione privata di - appunto - un collezionista di chitarre che vive nella mia città. Penso che si tratti di una chitarra del 1967 o del 1968: aveva ovviamente il suo pettine che ho mosso il meno possibile perchè avevo paura di fare qualche danno e di non essere in grado di pagare gli eventuali cocci. 

Fatto sta che l'impressione generale che ho avuto è che si tratta certamente di una bella chitarra, forse un po' delicata: il meccanismo mi pare che aggiunga complessità ad una chitarra che già di per sè non è che sia un esempio di semplicità. Ovviamente il meccanismo non ha nulla di complicato: però fa una certa impressione. 

Ricordo poi che il pettine è stato montato anche su altri esemplari dando vita alle 336/12 e alle 456/12. Queste chitarre non le ho mai viste di persona...


 
Il fatto che non sia stato più adottato fa pensare che in effetti non fosse proprio il massimo. Ripeto: io avevo paura di rompere qualcosa: magari è solo una mia impressione.

Comunque, una gran bella chitarra, non c'è che dire: credo però che sia maggiormente destinata al mondo fatato del collezionismo piuttosto che all'uso quotidiano per un musicista. Potrei essere smentito però...