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venerdì 12 ottobre 2018

Tom Petty And The Heartbreakers - The Waiting

Il video di questa bella canzone di Tom Petty and the Heartbreakers - "the Waiting" rappresenta due bellissime chitarre Rickenbacker che ho la fortuna di possedere: la 360/12 e la 660.

Consiglio pertanto la visione di questo video anche per farsi un'idea del Rickenbacker sound che rimane un unicum interessante ed originale all'interno del panorama delle chitarre. Si tratta di strumenti eccellenti anche per la fattura complessiva ed il sound caratteristico. Dico questo come pro memoria per qualche povero incompetente, che ahimè ancora si incontra in giro, che continua a sostenere che le Rickenbacker producono suoni vecchi... (e poi mi devono spiegare che si intende per "suoni vecchi")



venerdì 23 giugno 2017

Le Chiavi Ric - De Luxe

A differenza della Rickenbacker 360/12 che monta le chiavi Shaller (made in Germany), la Rickenbacker 660 monta la chiavi tendi corde denominate Ric- De Luxe.

 Queste chiavi hanno uno stile molto vintage: sono molto precise e affidabili e di notevole qualità di fattura e realizzazione.

Sono pertanto un elemento molto importante per garantire una perfetta accordatura della chitarra: si tratta di dettagli  che contribuiscono sensibilmente al garantire un elevato standard qualitativo di tutto lo strumento.

Del resto l'affidabilità delle meccaniche e dell'accordatura sono un must per una chitarra degna di questo nome. Non c'è niente di peggio che dover suonare (in studio o dal vivo) con una chitarra che si scorda in continuazione, non si accorda mai in modo preciso, oppure, quando giri la chiavetta, non si riesce a beccare il punto esatto dell'accordatura e altre amenità di questo genere.  

Anche sulla base di queste considerazioni bisognerebbe scegliere una chitarra: non basta che abbia un suono "fico", deve essere affidabile anche da questo punto di vista. Quando il portafoglio lo consente, consiglio di diffidare di strumenti economici perchè prima o poi ci pianteranno in asso anche sul versante dell'accordatura: magari quando stiamo suonando dal vivo (il che equivale alla classica figura di m...)


Devo anche dire che esteticamente queste chiavi sono molto belle anche perchè danno effettivamente un tocco molto vintage a questa splendida chitarra dalle forme e dal sound inconfondibili.





lunedì 13 febbraio 2017

La Rickenbacker 660 e la musica Funk


Alcuni giorni fa ho dovuto fare una serata di musica dal vivo funk con il mio gruppo dei Funk-X-Periment. 

Francamente ero indeciso su quale chitarra scegliere per questa performance: la mia Telecaster American Standard oppure la Rickenbacker 660?


Ho optato per la Rick 660.

La chitarra, collegata al mio ampli Egnater Tweaker 40/112, si è comportata benissimo. Ottimo il sound, comodissimo il manico, leggera e pratica. Inoltre, avendo a disposizione la famosa 5a manopolina ho potuto avere a mia disposizione un ventaglio di sfumature di suoni praticamente infinito.

Ottima la resa con il Wah-Wah. Altri effetti impiegati: delay (un pizzico di Memory Boy), riverbero (Holy Grail) e qualche volta il tremolo (Boss Tr1).

Insomma la Rickenbacker 660 si è dimostrata un'ottima chitarra per fare il funk. E ancora incontro qualcuno che mi dice che ci si può fare solo la musica beat!


PS: tra le altre cose ho anche approfittato dell'occasione per mettere alla prova l'Egnater con il nuovo trasformatore. Non nascondo che avevo un po' di paura. Temevo che ci potesse essere il rischio che l'amplificatore mi piantasse in asso (vedi post precedenti). Invece tutto OK. Il nuovo trasformatore ha brillantemente superato la prova. L'ampli è rimasto acceso per almeno 5 ore (spesso tirato un bel po') e non mi ha mai creato problemi. E anche questa è andata!

giovedì 1 settembre 2016

La Rickenbacker 660 dal vivo

Qualche settimana fa ho deciso, vincendo una serie di paure, di portarmi dietro la Rickenbacker 660 per una serata dal vivo durante una bella serata estiva. Eh sì, avevo paura: avevo paura che mi si rovinasse, che me la fregassero, e che diavolo ne so io... Quindi, invece di portarmi la solita Epiphone Casino, ho deciso di prendere questa benedetta chitarra. Del resto dovevo suonare per un bel po' e la 660 è leggera e maneggevole: alla fine mi sono deciso.

Queste sono quindi le mie impressioni su questa "prima volta" dal vivo con questa chitarra.

Innanzitutto devo dire che come amplificatore ho usato il mio piccolo Ashdown da 30W da basso con cono da 10''. Perchè una simile combinazione? Semplicemente perchè mi ero portato dietro anche il basso perchè forse (ripeto forse) in qualche pezzo avrei dovuto suonare il basso. Alla fine il basso non l'ho suonato mai: ho sempre suonato la chitarra attaccata a questo piccolo ampli da basso.

Come effetti ho usato l'Holy Grail (riverbero) e il Memory Boy (Delay) dell'Electro Harmonix, il tremolo TR-1 della Boss, Cry Baby. 

Ho suonato con i Bad Katherine Sons, una formazione (due chitarre e voce) con cui suoniamo blues classico e soul. In questa serata si è aggregato un batterista.

Veniamo al dunque.

La Rickenbacker si è comportata benissimo. Nonostante le non poca umidità ha sempre tenuto l'accordatura in modo ineccepibile. Il manico comodissimo e scorrevole come una pista da bowling: mai un fastidio con le mani nonostante le tante ore di suonata...

Un primo piano della mia Ric 660

I suoni sono stati fantastici nonostante un ampli non proprio appropriato. Sembrava che avesse una specie di chorus: il suono era così limpido, pieno e caldo che, con la ritmica, riempiva anche la parte di basso. 
Una persona del pubblico mi ha infatti chiesto se ci fosse un basso in sottofondo da qualche parte: era invece semplicemente il suono pieno della chitarra forse sostenuta dal tipo di amplificatore. I toaster sono dei pick up magnifici. Con la 5a manopola, dovo aver collocato la levetta selettore dei pick up in mezzo, sono riuscito a dosare i suoni mixando i due pick up a mio piacimento ottenendo dei suoni sempre diversi a secondo del pezzo che dovevo suonare.

Eccomi qui all'opera

Nel complesso sono rimasto molto soddisfatto: questa chitarra è semplicemente eccezionale ed è una perfetta partner per queste performance dal vivo. Ha risposto benissimo anche per il genere di musica che abbiamo suonato. E' pratica, maneggevole, affidabile.

I Bad Katherine Sons (BKS)

Ho ricevuto poi molti complimenti da altri musicisti che hanno guardato con molta ammirazione questa bellissima chitarra: un chitarrista mi ha detto che era la prima volta che vedeva questa chitarra Rickenbacker di cui aveva solo sentito parlare come una leggenda.

Insomma sono stato molto gratificato e credo che questa splendida Rickenbacker 660 mi seguirà molto spesso nelle mie serate live.

venerdì 15 aprile 2016

Rickenbacker 660

Colto da un raptus di follia pura e ammaliato dal prezzo che mi è stato proposto (a cui non ho saputo resistere), ho acquistato una incredibile Rickenbacker 660 Fireglo!!!!


A differenza della Rickenbacker 360/12 che ho a suo tempo acquistato per passione pura e per reminiscenze oniriche della mia infanzia musicale, questa 660  è stata il risultato del fascino che le chitarre Rickenbacker hanno risvegliato in me. Diciamo anche che quando ci si appassiona pericolosamente alle chitarre Rickenbacker, una eventualità del genere bisogna aspettarsela. Mi ci sono buttato a capofitto in modo quasi irrazionale

Non voglio fare una recensione tecnica di questa chitarra quanto dare qualche informazione e condividere (con altri potenziali appassionati) le mie impressioni. 

Per prima cosa bisogna dire che si tratta di una solid body a 6 corde dalla linea a dir poco stupenda. Le rifiniture sono di altissimo livello. Presenta le placche del battipenna e la cover del trussrod in plastica dorata. Le chiavi sono Goto e le manopole sono in stile vintage. Monta pickup "toaster" invece degli "Hi again".

Il binding  è molto elegante e la qualità costruttiva superba. Bellissima la livrea Fireglo. Grazie al cielo monta il tendicorde a trapezio invece del temutissimo "R".



Per quanto riguarda le timbriche devo dire che i toaster fanno un lavoro egregio: sicuramente suonano diversamente dagli Hi Gain, ma non posso dire che i primi siano meglio dei secondi o viceversa. Devo dire che i suoni puliti sono eccezionali, meravigliosi: sulla distorsione bisogna lavorarci un po' per trovare il sound che si desidera. 

La 660 ha un manico a 21 tasti decisamente più grande del manico della 360/12. Il manico  è molto scorrevole e i tasti non sono particolarmente larghi. 

La Ric 660 vicino alla mia Fender Telecaster American Standard
La 660 viene considerata da molti come una chitarra fondamentalmente "piccola". Qualcuno la definisce una "small scale". Tassativamente non è così. Non ha nulla a che spartire ad esempio con la Ric 325 (che è proprio a scala ridotta). La 660  è una chitarra normalissima solo un po' più corta.  È lunga 92cm contro i 97cm della Telecaster e i 101cm della Ric 360/12. Io sono alto 1,86 e addosso non me la sento come una chitarra piccola. 


Per molti aspetti la Rickenbacker 660  è quasi il contrario della Ric 360/12. La 360/12 ha il manico lungo e stretto, la 660 corto e largo. La 360/12 ha gli Hi Gain, la 660 i toaster. La 360/12 è una semi acustica, la 660  è una solid body, ecc... ecc... Insomma hanno veramente poco in comune. 






La Ric 660 vicino alla ia Ric 360/12: che coppia!
In breve si tratta di una chitarra indubbiamente non economica (diciamolo: costicchia...) ma ha un suono, una qualità costruttiva, una affidabilità molto al di sopra di tante altre titolate chitarre. Ha una linea bellissima. 

Personalmente ho suonato molte Fender (Tele e Strato), Gibson (335, 339, LP, SG), costosissime Gretsch, ma nessuna è paragonabile a questa chitarra. Il fatto che sia molto difficile da trovare in Italia (io l'ho comprata all'estero) e che non si trovi facilmente al collo dei chitarristi famosi non significa niente: rimane forse la chitarra migliore e più bella che abbia mai suonato e, incredibile, mai posseduto. Un sogno. 

Altro che chitarra piccola, questa è una grande chitarra, una grandissima chitarra!


Niente suona come una Rickenbacker!