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mercoledì 4 settembre 2019

Steppenwolf: Rickenbacker complete set!

Ho trovato questa interessante foto degli Steppenwolf databile 1968-1969(?). Da notare come tutto il gruppo sia equipaggiato sostanzialmente con Rickenbacker gear.

John Kay imbraccia una 381 (da cui verrà realizzata la Rickenbacker 381 JK). Si nota poi una 360 in mano a Michael Monarch e un basso 4005 a Rushton Moreve. Sullo sfondo, dulcis in fundo, gli incredibili amplificatori Rickenbacker della serie Transonic dalla loro inconfondibile forma trapezoidale. 


Un po' di pubblicità dell'epoca
Altro siparietto pubblicitario vintage


lunedì 29 gennaio 2018

Vox amPlug 2 AC30 Guitar Headphone Amp

Per Natale ho deciso di farmi un piccolo regalo: nel caso specifico è proprio il caso di dirlo. 

Nella mia battaglia contro roba ingombrante e pesantissima (la mia età e soprattutto la mia schiena non sono più tanto d'accordo con pesi extra-large e roba di dimensioni notevoli) questo piccolo oggetto che andrò a presentare in questo post rientra a pieno titolo fra i cavalli di battaglia. 

Essendo un amante sfegatato del Rickenbacker-sound il mio sogno nella cassapunka è senza tema di smentita l'amplificatore Vox AC30. Si tratta però un un dispositivo che cozza decisamente contro gli assunti di cui sopra: peso considerevole (ha due manici: ci sarà un motivo!!!) ed ingombro non indifferente. 

Ecco che allora appare all'orizzonte questo simpatico sfizio: Vox amPlug 2 AC30 Guitar Headphone Amp. 



Di cosa si tratta? Questo affaretto è un micro amplificatore che si infila nel jack della chitarra e che dispone di un'uscita per la cuffia. Tutto qui. 

Le sue caratteristiche principali sono:
  • dimensioni molto ridotte
  • un jack direzionabile che ruota e che permette di infilare 'sto coso in tutte le chitarre e chitarrette
  • una manopola per il volume, una per i toni, una per il gain
  • effetto tremolo, delay, chorus, riverbero
  • aux input 

Come suona?
Se si dispone di una buona cuffia o di un auricolare di buon livello la resa è ottima: al limite dell'incredibile. La Ric 360/12 suona che è una meraviglia. Idem la Ric 660. Ottimi risultati li ottenuti con tutte le mie chitarre. 

E' ovvio che stiamo parlando di un cosettino che funge da amplificatore per cuffia: quindi bisogna capire bene di cosa stiamo parlando ma il suono è decisamente bello. Non c'è che dire.

Il suo uso è più che evidente: se si vuole fare una strimpellata al volo, magari senza rompere le scatole a chi ci sta nelle più immediate vicinanze (dipende dal volume con cui uno solitamente suona: quindi il bacino delle nostre vittime può essere molto esteso) questo micro amp da cuffia è indicatissimo.

Io lo tengo in cucina con attaccata una cuffia Sony di alcuni secoli fa (che però suona molto bene) e la mia vecchia Yamaha a portata di mano appesa da una parte insieme a pentole e padelle: se mi vengono le fregole il gioco è fatto. Magari torno tardi dal lavoro e non ho voglia di accendere mille cavoli e aspettare che le valvole dell'ampli arrivino a temperatura, per farmi una suonata al volo, ecco che il mio Ac30 è lì pronto: zac, il gioco è fatto. 

Sto anche pensando di portarmelo al lavoro con tutta la Yamaha: così, tanto per farmi licenziare...

Tutto molto fico: davvero molto fico. E per poche decine di Eurozzz....


lunedì 27 novembre 2017

MarkBass CMD 121P Combo


Non so se qualche sperduto lettore di questo scarcagnato blog se ne può essere accorto, ma, tra le tante cose che faccio nella vita, sono anche bassista. Suonare il basso (cfr. ciò che ho scritto relativamente al mio basso Ibanez a cui sono affezionato in modo quasi patologico) è per me un'esperienza sempre fantastica: mi piace da morire suonare questo strumento e ogni volta che ne ho l'occasione non mi tiro indietro. Tant'è vero che in alcune formazioni appaio proprio come bassista. 

Ovviamente fra le tante cose belle e positive che ci sono nel suonare questo (ahimè forse troppo negletto) strumento ce ne sta pure qualcuna negativa. La cosa forse più negativa di tutte, secondo me, è che gli amplificatori per basso, per loro costituzione fisica, tendono ad essere belli pesantucci. E per un musicista della vecchia guardia come me questa cosa può essere un bel problema. 

Come ho scritto neanche tanto tempo fa, per anni mi sono servito del mio Ashdown Perfect 10 Combo: 30 watt scarsi, cono da 10' per un peso che si aggira intorno ai 30kg. Finchè le mie braccine me lo hanno consentito, me lo sono portato appresso tutto sommato abbastanza volentieri: in fondo non suona male, è piccoletto ed è buono pure per la chitarra. Ma con il passare del tempo la mia gioia ed il mio apprezzamento per questo piccolo, ma corpulento ampli si andavano assottigliando sempre di più. Finchè una sera, dopo una bella serata live in una piazza, nel riporlo nel bagagliaio della macchina, ho sentito un piccolo crack nella schiena. Lì per lì niente di che, ma la mattina dopo avevo un mal di schiena terribile che mi sono portato dietro per quasi un mese. 

Ho pertanto realizzato che ero di fronte ad un bivio: o mi tenevo l'Ashdown (e smettevo di suonare il basso in giro limitandomi a suonarlo solo nella mia saletta) oppure dovevo liberarmene. Siccome non ho alcuna intenzione di smettere di suonare il basso dal vivo (con sommo dispiacere per le tante persone che mi hanno sentito...), mi sono messo alla ricerca della soluzione.



Cerca che ti ricerca ho trovato il MarkBass CMD 121P Combo. Si tratta di un fregnetto piuttosto piccolo che a guardarlo così non sembrerebbe niente di che. Invece dispone di 300W su 8ohm, un bel cono da 12' e soprattutto non pesa nemmeno 13 kg!!!!!

Il suono di questo ampli è semplicemente fantastico: è possibile intervenire sulle manopole dei toni per ottenere il sound ideale che può oltretutto essere ottimizzato grazie ad un paio di effettuzzi che pompano o meno il suono. Ha anche un'uscita cannon per l'impianto (il povero Ashdown non aveva nulla).

Insomma ho svoltato! L'Ashdown l'ho permutato con un effetto per la chitarra: adesso andare in giro (anche per le prove) per suonare il basso è diventata una bazzecola. 

Questo MarkBass ha una valanga di pregi. Unico difetto: costicchia, non te lo regalano di certo. Ma cercando (anche in rete) si possono trovare anche delle buone offerte. Per me però è un ottimo investimento in salute. La schiena ringrazia...



venerdì 8 settembre 2017

Ashdown Perfect Ten Bass Amplifier


Dedico questo post ad un piccolo ma fedele compagno di tante strimpellate domestiche e pubbliche: il mio caro Ashdown Perfect 10 Bass Amplifier.

Si tratta di un poco ingombrante amplificatore per basso da 30W con cono da 10'. Dispone di volume, controlli di tono, un gain, un tasto che rende il suono più o meno asciutto, un ingresso per la cuffia e ovviamente uno per lo strumento. L'amplificatore è rivestito con una morbida moquette nera che lo preserva dagli urti (ma non dai mozziconi di sigaretta e dai bicchieri di birra...).

Questo amplificatore ha pochi watt, ma un suono tutto sommato piuttosto buono considerato che si tratta di un amplificatore economico. Personalmente l'ho usato in modo massiccio sia per le prove ma anche dal vivo in particolare in localetti di piccole dimensioni. Ovviamente più si alza il volume, più si mette sotto sforzo l'amplicatore (rischio distorsione) più amenta il fruscio. In qualche occasione l'ho usato anche in spazi abbastanza grandi come piccole piazze con risultati soddisfacenti. Purtroppo manca un'uscita line out per collegarlo ad eventuali impianti di amplificazione: in questi casi ho sopperito con un microfono penzolante dal manico. Non era la fine del mondo, ma ho sempre ottenuto buoni risultati.

Il suo uso più ovvio è quello di amplificatore da basso. Infatti ci collego solitamente il mio basso Ibanez (vedi apposito post). Il sound complessivo è decisamente dignitoso per un piccolo ed economico amplificatore da cameretta. Tuttavia in non poche occasioni ho usato questo ampli per la chitarra: in particolare per la mia Epiphone Casino. Il risultato è stato decisamente sorprendente. Siccome la Epiphone Casino ha un sound piuttosto pienotto e grosso, questo amplificatore da basso è stato in grado di rendere il suono di questa chitarra in modo praticamente ottimale. In non poche occasioni ho utilizzato questo piccolo Ashdown per suonare dal vivo in piccoli pub per fare del buon vecchio blues: tuttavia anche con repertori più cattivelli ha fatto sempre il suo porco dovere. 

Insomma un buon ampli da basso, ma anche un buon muletto per la chitarra. In qualche occasione ho utilizzato questo amplificatore per amplificare la Rickenbacker 360/12. In verità sempre solo per strimpellate domestiche e mai in condizioni dal vivo perchè con le Rickenbacker (la 360/12 e la 660) ho sempre usato il mio Egnater. 

In breve si tratta di un piccolo e fedele compagno di "merende" dal vivo sia per il basso ma anche per la chitarra (generi blues con la Epiphone Casino). Unico neo: pesa un sacco per i watt che ha. Quasi trenta chili per trenta watt: in pratica un watt al chilo. Manco fossimo dal norcino... Caricalo in macchina, tiralo fuori dalla macchina, portalo in qualche pub che ovviamente è dotato di rampe di scale pazzesche, strette e ripide e poi ripredilo su, ricaricalo in macchina e così via: il tutto per 30 watt scarsi ... In alcuni di questi casi devo ammettere che, fra me e me, ho smadonnato anche pensando all'Egnater che pesa 24 kg...

Giorni fa, dopo una serata in piazza, nel sollevarlo ho sentito un piccolo crack alla schiena... E non ho più (da un pezzo ormai) venti anni...

lunedì 13 febbraio 2017

La Rickenbacker 660 e la musica Funk


Alcuni giorni fa ho dovuto fare una serata di musica dal vivo funk con il mio gruppo dei Funk-X-Periment. 

Francamente ero indeciso su quale chitarra scegliere per questa performance: la mia Telecaster American Standard oppure la Rickenbacker 660?


Ho optato per la Rick 660.

La chitarra, collegata al mio ampli Egnater Tweaker 40/112, si è comportata benissimo. Ottimo il sound, comodissimo il manico, leggera e pratica. Inoltre, avendo a disposizione la famosa 5a manopolina ho potuto avere a mia disposizione un ventaglio di sfumature di suoni praticamente infinito.

Ottima la resa con il Wah-Wah. Altri effetti impiegati: delay (un pizzico di Memory Boy), riverbero (Holy Grail) e qualche volta il tremolo (Boss Tr1).

Insomma la Rickenbacker 660 si è dimostrata un'ottima chitarra per fare il funk. E ancora incontro qualcuno che mi dice che ci si può fare solo la musica beat!


PS: tra le altre cose ho anche approfittato dell'occasione per mettere alla prova l'Egnater con il nuovo trasformatore. Non nascondo che avevo un po' di paura. Temevo che ci potesse essere il rischio che l'amplificatore mi piantasse in asso (vedi post precedenti). Invece tutto OK. Il nuovo trasformatore ha brillantemente superato la prova. L'ampli è rimasto acceso per almeno 5 ore (spesso tirato un bel po') e non mi ha mai creato problemi. E anche questa è andata!

lunedì 23 gennaio 2017

Ancora problemi con il trasformatore dell'Egnater

Accidenti! Avevo cantato vittoria troppo presto! Dopo una mesata che avevo rimesso in piedi l'amplificatore (il mio fantastico Egnater Tweaker 40/112), a seguito della morte del trasformatore, l'ampli è collassato di nuovo: il trasformatore è andato per la seconda volta. La riparazione del vecchio trasformatore (vedi post precedente) non è servita a niente.

Ho portato quindi l'amplificatore da un esperto riparatore di amplificatori a valvole il quale mi ha detto di essere perfettamente a conoscenza della problematica in questione. Unica soluzione reale e definitiva: sostituzione del trasformatore.

In breve: è stato necessario acquistare uno specifico trasformatore della Classic Tone e farselo spedire dagli USA. La Classic Tone realizza un trasformatore fatto appositamente per l'Egnater Tweaker 40 che non necessita di adattamenti o lavori strani: si monta e si collega senza problemi e senza storie. Sono  trasformatori di ottima qualità e soprattutto affidabili. 

In questo link c'è il sito della Classic Tone.

Alla fine della fiera, trasformatore nuovo, spedizione e lavoro: ci sono voluti 240€. Una bella cifra, ma non avevo scelta. L'amplificatore merita: certo meriterebbe anche componenti migliori... Vabbè: lasciamo perdere.

Ora sembra tutto in ordine. L'ampli va che è una meraviglia e soprattutto spero di aver risolto definitivamente il problema (vista anche la sommetta spesa...)

Quindi la lezione aggiuntiva è: l'unica soluzione per risolvere il problema definitivamente è sostituire il trasformatore con uno nuovo di qualità. Il trasformatore originale è irrecuperabile perchè strutturalmente sottodimensionato e non si può fare niente. Va sostituito e stop. Probabilmente è meglio istallare un Classic Tone o un Mercury Magnetics perchè se ci si rivolge ad un trasformatore originale Egnater si finisce con il cadere nello stesso problema. Questi trasformatori, almeno da noi in europa, non vanno!

martedì 15 novembre 2016

Qualche noia con l'amplificatore: morto il trasformatore dell'Egnater Tweaker 40/112

Tempo fa, mentre stavo suonando in sala prove, il mio amplificatore Egnater Tweaker 40/112 è morto: si è spento improvvisamente. Ho pensato ad un fusibile, saltato magari per via di un qualche maledetto sbalzo di corrente: ma non era così. Non era scoppiato il fusibile.



Ho portato quindi l'ampli da un amico che ripara materiale elettronico, hi-fi e elettronica musicale il quale, dopo attenta analisi mi ha diagnosticato la bruciatura del trasformatore. Detta così equivale a dire una mezza catastrofe...

Cosa fare? In linea di principio bisognerebbe comprare un nuovo trasformatore: ma non è una cosa semplice. Nel frattempo ho fatto una piccola ricerca in rete e ho scoperto che questo incidente è piuttosto frequente sugli amplificatori Egnater Tweaker 40 (testata) e 40/112 (combo). 

Gran brutta cosa... Sembrerebbe che la causa di questo incidente ricorrente sia da ricercare nel fatto che questo trasformatore è sostanzialmente sottodimensionato (birichini: forse per motivi di taglio ai costi?): ergo a lungo andare il trasformatore vi pianterà malinconicamente in asso. Pensate solo all'ipotesi del verificarsi di un simile evento mentre state suonando dal vivo: imbarazzo totale, s-concerto (in tutti i sensi), crollo emotivo...

Il mio amico tecnico mi ha quindi prospettato delle alternative:

  1. farsi mandare un trasformatore identico dalla Egnater: scelta non intelligente perchè vuol dire andare incontro inevitabilmente ad un incidente analogo nel breve periodo. Inoltre trasformatore nuovo e spedizione non sono una cosa proprio economica
  2. acquistare un trasformatore Mercury Magnetics. La Mercury Magnetics, conscia del tallone d'Achille di questi ampli, realizza trasformatori specifici potenziati e migliorati, che risolvono il problema definitivamente. Ho contattato la MM che mi ha informato che l'acquisto del trasformatore MM e la spedizione necessitano di circa 300€ (cacchio: mica da ridere...)
  3. ricostruire il vecchio trasformatore adattandolo ai 230 volts nostrani potenziandolo. Il Cielo ha voluto che in un piccolo paese vicino a dove vivo esista un elettricista che costruisce trasformatori e restaura vecchi amplificatori.
Contatto quindi il restauratore di trasformatori residente nel paesello il quale mi dice che bisogna vedere in che condizioni è il povero trasformatore per poter fare una diagnosi. Una volta portato, il restauratore elettrico mi vaticina che, sia pur ciancicato e sottodimensionato, questo trasformatore ha una buona struttura di base. Si può restaurare! Io grido al miracolo!

Per farla breve. In un paio di settimane e con circa 80€ (60€ la ricostruzione e upgrade del trasformatore e 20€ installazione dall'amico elettricista) ho risolto il problema.

L'amplificatore è ora perfettamente a posto: mi sembra anche che abbia un suono forse un po' più caldo e pieno rispetto a prima. Ma non so dire se sono gli effetti collaterali del miracolo.

In conclusione. 

A TUTTI I POSSESSORI DI UN APLIFICATORE EGNATER TWEAKER 40 O TWEAKER 40/112 
Esiste il rischio reale e concreto di morte improvvisa del trasformatore. Non è un evento sicuro al 100%, ma la percentuale di rischio è piuttosto elevata. Pertanto cercate di essere pronti preventivamente all'evenienza. Potrebbe essere necessario l'acquisto di un nuovo trasformatore (Mercury Magnetics o Classic Tone). C'è la possibilità tuttavia di ricostruire e fare l'upgrade del trasformatore grazie ai buoni uffici di un abile tecnico con grande risparmio di danaro, psicofarmaci (per l'esaurimento nervoso) e di tempo.





martedì 7 ottobre 2014

L' Amplificatore

Un aspetto molto importante, e quindi da non sottovalutare assolutamente, è il ruolo dell'amplificatore. In termini generali bisogna ricordare, soprattutto alla chitarrista e al chitarrista meno esperto, che un buon amplificatore è in grado di rendere una chitarra mediocre uno strumento tutto sommato accettabile, mentre un amplificatore mediocre è di fatto capace di trasformare un'ottima chitarra in un cesso (tanto per usare dei termini da conservatorio...).

Insomma qualora si intedesse acquistare una chitarra di un certo livello è quantomeno indispensabile dotarsi di un amplificatore non solo di un livello altrettanto elevato ma che sia al contempo capace di "dialogare" in modo ottimale con lo strumento. Il chitarrista esperto probabilmente capirà cosa intendo per "dialogare": chitarre ed amplificatori (lo stesso si potrebbe dire anche per i bassi) si devono "acchiappare" perchè non è mai e poi mai vero che un amplificatore vale l'altro, anche se si tratta di "signori amplificatori".

Se questo è valido per tutte le chitarre di un certo livello, devo dire che è ancor più valido nel caso in cui si debba amplificare niente po' po' di meno che una Rickenbacker 360/12. Questo perchè:
a) abbiamo a che fare con una dodici corde
b) abbiamo a che fare con una dodici corde avente un suono ed una timbrica particolare.


Se uno si fa un giro in Internet noterà che molto di frequente questa chitarra viene accoppiata ad un Vox AC15 o (per chi se lo può permettere) un Vox AC30. L'accoppiamento viene fatto in prima battuta per una ragione, diciamo così, "romantica": una chitarra tipicamente beatlesiana come la Rickenbacker viene amplificata dall'amplificatore Beatles per antonomasia, ovvero un Vox. Ma non c'è solo una ragione affettiva: il Vox AC15 o il Vox AC30 sono due eccellenti amplificatori valvolari capaci realmente da un lato di esaltare il suono della Rickenbacker 360/12 e dall'altro di rendere in modo ottimale il "ginglegiangle" di questo strumento senza farlo diventare uno "sdragadanghete" troppo metallico.

Nota: abbiate pazienza per come mi esprimo, ma questo linguaggio onomatopeico mi sembra quello più adatto in casi come questi.

Ma torniamo a noi. 

La scelta di un classico amplificatore Vox valvolare è quindi giustificata dal fatto che una chitarra del genere ha veramente bisogno di un buon amplificatore valvolare. Gli amplificatori a transistor, parlo con specifico riguardo a questa chitarra così particolare, fanno uscire il suono della Rick 360/12 decisamente piatto e freddo: ci vuole il suono caldo delle vecchie e care valvole. Il grosso problema dei Vox valvolari classici come gli AC30 e AC15 è che costicchiano e soprattutto pesano come dei macigni!

Questo ultimo aspetto non deve essere mai sottovalutato. Soprattutto quando a strimpellare è il musicista diventato, con il passare dei decenni, "vintage" come la chitarra che suona, e magari deve fare qualche seratina in giro, accollarsi un amplificatore pesante come un bulldozer può essere un problema non indifferente. Carica la strumentazione in macchina, scarica e monta il tutto, suona per 4 o 5 ore, rismonta tutto, ricarica tutto in macchina (intanto sei a pezzi per la serata appena trascorsa...), riporta tutto indietro e riscarica tutto in sala prove... Ebbè, signori e signore, in queste condizioni l'età si fa sentire e se un amplificatore pesa 40kg allora tutto diventa un grosso problema. Inoltre, già suonare in giro per locali non è un'impresa molto remunerativa (anzi!), il pericolo è dover pagare dei camalli genovesi per fare tutto il lavoro di fatica! Mi dispiace, "nun se può fà"!

Del resto, ha senso comprarsi un mega amplificatore valvolare per suonarci solo dentro casa? O sono in grado di portarmelo appresso o nisba! Almeno io la penso così...

Quindi pensate a tutto questo quando si tratta di acquistare il valvolare per amplificare la Rick 360/12.

E io come faccio?


Ebbene, come ho già anticipato in un altro post, il mio fedele compagno di amplificazione è un piccolo, ma potente ed efficientissimo, Egnater Tweaker 40/112. Si tratta di un combo valvolare Egnater dal peso accettabile (intorno ai 26 kg) e dal prezzo non esagerato (anche se non sono sicuro che faccia ancora parte del catalogo dell'Egnater...).

Leggero, dalle dimensioni contenute e munito di due canali, questo combo valvolare da 40 watt (che avevo acquistato precedentemente alla Rickenbacker) si è dimostrato decisamente all'altezza della situazione grazie anche al bel cono Celestion in dotazione. Ottimi i suoni e la distorsione valvolare ottenibile agendo sulla manopola del gain. L'amplificatore non è dotato di riverbero.

Questo amplificatore è piuttosto belloccio anche per la sua veste marcatamente "vintage": è dotato di numerosi controlli che permettono di calibrare con una certa precisione il suono alla chitarra. 

In alcuni casi devo anzi dire che i controlli possono apparire anche troppi: ci sono molte levette e selettori: la ricerca del suono corretto richiede quindi del tempo che, secondo me, è bene dedicare alla definizione del suono.



Un selettore interessante, visto che ne ho appena parlato, è quello che consente a questo amplificatore di darsi una conformazione USA, British o AC (dove AC è la sigla degli amplificatori Vox di cui sopra). E' ovvio che questo amplificatore non potrà mai suonare come un Vox AC qualcosa, ma ci va abbastanza vicino.

Riassumendo: sono stato molto fortunato che l'unione Rickenbacker 360/12 - Egnater sia riuscita perchè l'ampli l'avevo acquistato prima della chitarra.  I tanti controlli, levette e selettori possono a prima vista, complicare la vita, ma penso siano stati il motivo per cui questo amplificatore si è ben adattato ad una chitarra non facilissima da settare come la Rick 360/12. Pesa poco, è piccolo, suona bene, presenta molte combinazioni di suoni, ha degli ottimi bassi che rendono la Rick decisamente molto calda (e non gelida come altri ampli non solo a transistor, ma anche valvolari). Bisogna però munirsi di un buon riverbero, perchè non è presente nell'amplificatore.

Insomma: occhio all'amplificatore. Non fate i taccagni su un elemento così importante. E comunque non accontentatevi, perdeteci un po' di tempo per accoppiare efficacemente chitarra ed ampli ed ottenere dei risultati ottimali.

Su questo link trovate la scheda tecnica dell'Egnater Tweaker 40/112

Eccolo in prova con questo video di Rock Garage.