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mercoledì 11 maggio 2016

Ancora a proposito di Manico: bolt-on, set-in, neck-thru

Il recente acquisto della Rickenbacker 660 (accidenti che bella chitarra! Ogni volta che la guardo mi vengono le lacrime agli occhi dalla commozione...) mi porta sempre più spesso ad evidenziare le differenze fra questa magnifica chitarra e la grande 360/12. Come ho avuto modo già di scrivere, di differenze fra queste due prestigiose chitarre ce ne sono parecchie. Una distinzione sicuramente molto interessante, e che offre tra l'altro ulteriori spunti di riflessione, è sulla differenza di manico per quello che riguarda la modalità costruttiva.

Mi spiego meglio...

Se uno osserva le specifiche di queste due chitarre noterà che la 660 presenta un manico (neck) di tipo "Thru Body" mentre la 360/12 uno "Set-in". Cosa significa?

Esistono sostanzialmente tre tipi di manico

Bolt-on Neck. In questo caso il manico è fissato al corpo (body) della chitarra tramite delle viti. La Fender Telecaster ad esempio presenta questo sistema: se uno gira la chitarra noterà una placca con (solitamente) 4 viti che fissano il manico la corpo. E' evidente che si tratta di un sistema piuttosto semplice e di una certa praticità nel caso in cui si debba fare interventi di manutenzione oppure per esempio sostituire il manico perchè si è rovinato o spezzato (eh sì! succede pure questo!). Con una chiave a brugola, ove consentito, si può pure modificare l'inclinazione del manico.

Il "didietro" di una bella Fender Telecaster 60th Anniversary
Set-in Neck. Il manico è incollato al corpo della chitarra attraverso (solitamente) un incavo. Non ci sono viti di sorta. E' questo il caso della Rickenbacker 360/12. Il manico, in caso drammatico di danneggiamento o frattura, può essere al limite sostituito, ma ci vuole uno che ci sappia proprio fare. 

Una Rickenbacker 360/12 in costruzione nella fase in cui il manico viene incollato al corpo (non provate a farlo a casa!)

Neck-Through Body. E' appunto il tipo di manico della Rickenbacker 660. In questo caso il manico rappresenta un pezzo unico che attraversa tutto il corpo della chitarra (Il manico attraverso il corpo - oddio detta così fa un po' impressione...). A questo si aggiungono i fianchi per comporre il body. Sistema di produzione decisamente più costoso, più raffinato. Inutile dire che se si rompe il manico si butta via tutto...

Il magnifico e sexy "lato B" della Rickenbacker 660
Morale della favola. Che differenza c'è in termini di sonorità? Da quello che posso capire, un manico avvitato contribuisce a produrre un suono più chiaro perchè le vibrazioni che si producono fra corpo e manico si trasmettono in modo minore. Il manico incollato contribuisce a produrre suoni più caldi perchè le vibrazioni si propagano meglio. Il neck-thru  garantirebbe la massima trasmissione delle vibrazioni fra corpo e manico. Diciamo che costituisce il sistema di costruzione ottimale.

Avendo a disposizione chitarre con tutte e tre queste caratteristiche (mi ritengo estremamente fortunato...), sto al momento esaminando tutti questi aspetti. Al momento tutto quello che posso dire è che quando si compra una chitarra, soprattutto se costicchia, non è male tenere presente anche questo aspetto. Tanto per dire: questa caratteristica del manico neck-thru della Rickenbacker 660 può anche spiegare il costo stesso dello strumento...


mercoledì 4 giugno 2014

Una questione di manico...

Dunque a scanso di equivoci, quando parlo di manico non intendo parlare di zozzerie varie, ma della tastiera della chitarra. Nel caso specifico, parlare del manico della Rickenbacker 360/12 significa affrontare forse l'argomento più controverso e dibattuto che interessa questa chitarra.

Se si getta uno sguardo ai forum chitarristici, soprattutto americani, si noterà come la questione del manico di questa chitarra e delle sue dimensioni sia la questione che di fatto spacca in due l'intera "opinione pubblica" fra filo Rickenbacker e contro-Rickenbacker.

Per questo motivo ho deciso di affrontarlo subito, per fugare ogni dubbio a riguardo, ovviamente dal mio punto di vista come Rickenbacker-dipendente. Infatti, prima di parlare di altre questioni tecniche, di sonorità, di uso, ecc... penso che sia meglio discutere di quello che di fatto consente l'acquisto o meno di una Rickenbacker 360/12.

L'accusa che viene mossa a questa chitarra infatti è che il manico-tastiera sia particolarmente piccolo e stretto, tale da rendere in alcuni casi inutilizzabile questo strumento. 

Tanto per fugare ogni confusione sull'argomento bisogna subito dire che il manico-tastiera di questa chitarra (24 tasti, tanto per essere precisi) è un normalissimo manico, identico a quello di tante altre chitarre elettriche. Il problema è che su questo manico e per tutta la sua larghezza, sono ospitate 12 corde ovvero 6 coppie di corde. In tutte le atre 12 corde acustiche o elettriche il manico è di solito di formato "jumbo" ossia più largo del normale. Poichè la 360/12 monta le dodici corde su un manico di larghezza standard, appare evidente che lo spazio fra le coppie di corde sia inevitabilmente più stretto. 

Per farla breve e senza tanti giri di parole, è evidente che chi ha delle mani grosse con dita piccole e tozze avrà sicuramente molti, ma molti problemi a suonare questa chitarra. Conosco chitarristi che, avendo questa caratterstica delle mani, non sono mai riusciti a tirarci fuori una sola nota perchè con una ditata suonavano più corde: molti hanno rinunciato e hanno appeso la 360/12 al muro o l'hanno venduta dopo una grave crisi di nervi.

Personalmente ho delle mani molto grandi e delle dita lunghe e sottili: per questo motivo devo dire che la tastiera della Rickenbacker 360/12 è per me una delle più comode che abbia mai suonato. Anzi per me è una vera manna. Molti anni fa avevo una chitarra acustica folk 12 corde della Eko che suonava molto bene, ma aveva un manico per me troppo grosso e non riuscivo a suonarla bene. Mi provocava forti dolori sul palmo della mano, dita sanguinanti (sembravo Padre Pio) e solo con una fatica immane riuscivo a fare i barrè. E' stato l'unico strumento musicale di cui mi sia sbarazzato per la disperazione.

La Rickenbacker 360/12 è invece per me molto comoda. Con il pollice riesco anche a lavorare sulle corde basse. La tastiera è poi liscia come una corsia da bowling ed i frets sono perfetti. Per me non esiste un manico migliore.

Ripeto però: se si hanno mani piccole e dita corte e grosse, lasciare perdere perchè questa chitarra non fa per voi e sprecate un sacco di soldi: non riuscirete mai a suonarla.

Semmai, come anche suggeriscono molti Rickenbackeriani, è preferibile optare per la Rickenbacker 660/12 che invece ha un manico più largo. Credo che Tom Petty ricorresse ad una 660/12 quando la 360/12 gli faceva venire i nervi. Addirittura mi pare che McGuinn si sia fatto fare una 360/12 con un manico più largo quindi una 360/12 "custom". E poi c'è la 1993Plus d Townshend. In entrambi i casi si parla di chitarre molto più costose della 360/12.

Comunque sia, anche in caso di mani grandi e dita sottili e lunghe, come nel mio caso, le corde restano abbastanza vicine l'una con l'altra. Questo significa che la Rick 360/12 necessita di un esercizio continuo per impratichirsi con le sue corde e la sua tastiera: le corde oltretutto sono montate al contrario ed è questo che rende il sound di questa chitarra inconfondibile. Suggerisco pertanto tutti i giorni di farci una bella suonata (anche senza collegarla all'amplificatore visto che è una semi-acustica). Tutti i santi giorni, quando posso ovvio, 5 minuti di esercizio me li faccio sempre, sia sulle ritmiche, che sugli arpeggi che sugli assoli.

Anche questo aspetto rende questa chitarra uno strumento selettivo: di certo non è per tutti...