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mercoledì 4 settembre 2019

Steppenwolf: Rickenbacker complete set!

Ho trovato questa interessante foto degli Steppenwolf databile 1968-1969(?). Da notare come tutto il gruppo sia equipaggiato sostanzialmente con Rickenbacker gear.

John Kay imbraccia una 381 (da cui verrà realizzata la Rickenbacker 381 JK). Si nota poi una 360 in mano a Michael Monarch e un basso 4005 a Rushton Moreve. Sullo sfondo, dulcis in fundo, gli incredibili amplificatori Rickenbacker della serie Transonic dalla loro inconfondibile forma trapezoidale. 


Un po' di pubblicità dell'epoca
Altro siparietto pubblicitario vintage


lunedì 27 novembre 2017

MarkBass CMD 121P Combo


Non so se qualche sperduto lettore di questo scarcagnato blog se ne può essere accorto, ma, tra le tante cose che faccio nella vita, sono anche bassista. Suonare il basso (cfr. ciò che ho scritto relativamente al mio basso Ibanez a cui sono affezionato in modo quasi patologico) è per me un'esperienza sempre fantastica: mi piace da morire suonare questo strumento e ogni volta che ne ho l'occasione non mi tiro indietro. Tant'è vero che in alcune formazioni appaio proprio come bassista. 

Ovviamente fra le tante cose belle e positive che ci sono nel suonare questo (ahimè forse troppo negletto) strumento ce ne sta pure qualcuna negativa. La cosa forse più negativa di tutte, secondo me, è che gli amplificatori per basso, per loro costituzione fisica, tendono ad essere belli pesantucci. E per un musicista della vecchia guardia come me questa cosa può essere un bel problema. 

Come ho scritto neanche tanto tempo fa, per anni mi sono servito del mio Ashdown Perfect 10 Combo: 30 watt scarsi, cono da 10' per un peso che si aggira intorno ai 30kg. Finchè le mie braccine me lo hanno consentito, me lo sono portato appresso tutto sommato abbastanza volentieri: in fondo non suona male, è piccoletto ed è buono pure per la chitarra. Ma con il passare del tempo la mia gioia ed il mio apprezzamento per questo piccolo, ma corpulento ampli si andavano assottigliando sempre di più. Finchè una sera, dopo una bella serata live in una piazza, nel riporlo nel bagagliaio della macchina, ho sentito un piccolo crack nella schiena. Lì per lì niente di che, ma la mattina dopo avevo un mal di schiena terribile che mi sono portato dietro per quasi un mese. 

Ho pertanto realizzato che ero di fronte ad un bivio: o mi tenevo l'Ashdown (e smettevo di suonare il basso in giro limitandomi a suonarlo solo nella mia saletta) oppure dovevo liberarmene. Siccome non ho alcuna intenzione di smettere di suonare il basso dal vivo (con sommo dispiacere per le tante persone che mi hanno sentito...), mi sono messo alla ricerca della soluzione.



Cerca che ti ricerca ho trovato il MarkBass CMD 121P Combo. Si tratta di un fregnetto piuttosto piccolo che a guardarlo così non sembrerebbe niente di che. Invece dispone di 300W su 8ohm, un bel cono da 12' e soprattutto non pesa nemmeno 13 kg!!!!!

Il suono di questo ampli è semplicemente fantastico: è possibile intervenire sulle manopole dei toni per ottenere il sound ideale che può oltretutto essere ottimizzato grazie ad un paio di effettuzzi che pompano o meno il suono. Ha anche un'uscita cannon per l'impianto (il povero Ashdown non aveva nulla).

Insomma ho svoltato! L'Ashdown l'ho permutato con un effetto per la chitarra: adesso andare in giro (anche per le prove) per suonare il basso è diventata una bazzecola. 

Questo MarkBass ha una valanga di pregi. Unico difetto: costicchia, non te lo regalano di certo. Ma cercando (anche in rete) si possono trovare anche delle buone offerte. Per me però è un ottimo investimento in salute. La schiena ringrazia...



venerdì 8 settembre 2017

Ashdown Perfect Ten Bass Amplifier


Dedico questo post ad un piccolo ma fedele compagno di tante strimpellate domestiche e pubbliche: il mio caro Ashdown Perfect 10 Bass Amplifier.

Si tratta di un poco ingombrante amplificatore per basso da 30W con cono da 10'. Dispone di volume, controlli di tono, un gain, un tasto che rende il suono più o meno asciutto, un ingresso per la cuffia e ovviamente uno per lo strumento. L'amplificatore è rivestito con una morbida moquette nera che lo preserva dagli urti (ma non dai mozziconi di sigaretta e dai bicchieri di birra...).

Questo amplificatore ha pochi watt, ma un suono tutto sommato piuttosto buono considerato che si tratta di un amplificatore economico. Personalmente l'ho usato in modo massiccio sia per le prove ma anche dal vivo in particolare in localetti di piccole dimensioni. Ovviamente più si alza il volume, più si mette sotto sforzo l'amplicatore (rischio distorsione) più amenta il fruscio. In qualche occasione l'ho usato anche in spazi abbastanza grandi come piccole piazze con risultati soddisfacenti. Purtroppo manca un'uscita line out per collegarlo ad eventuali impianti di amplificazione: in questi casi ho sopperito con un microfono penzolante dal manico. Non era la fine del mondo, ma ho sempre ottenuto buoni risultati.

Il suo uso più ovvio è quello di amplificatore da basso. Infatti ci collego solitamente il mio basso Ibanez (vedi apposito post). Il sound complessivo è decisamente dignitoso per un piccolo ed economico amplificatore da cameretta. Tuttavia in non poche occasioni ho usato questo ampli per la chitarra: in particolare per la mia Epiphone Casino. Il risultato è stato decisamente sorprendente. Siccome la Epiphone Casino ha un sound piuttosto pienotto e grosso, questo amplificatore da basso è stato in grado di rendere il suono di questa chitarra in modo praticamente ottimale. In non poche occasioni ho utilizzato questo piccolo Ashdown per suonare dal vivo in piccoli pub per fare del buon vecchio blues: tuttavia anche con repertori più cattivelli ha fatto sempre il suo porco dovere. 

Insomma un buon ampli da basso, ma anche un buon muletto per la chitarra. In qualche occasione ho utilizzato questo amplificatore per amplificare la Rickenbacker 360/12. In verità sempre solo per strimpellate domestiche e mai in condizioni dal vivo perchè con le Rickenbacker (la 360/12 e la 660) ho sempre usato il mio Egnater. 

In breve si tratta di un piccolo e fedele compagno di "merende" dal vivo sia per il basso ma anche per la chitarra (generi blues con la Epiphone Casino). Unico neo: pesa un sacco per i watt che ha. Quasi trenta chili per trenta watt: in pratica un watt al chilo. Manco fossimo dal norcino... Caricalo in macchina, tiralo fuori dalla macchina, portalo in qualche pub che ovviamente è dotato di rampe di scale pazzesche, strette e ripide e poi ripredilo su, ricaricalo in macchina e così via: il tutto per 30 watt scarsi ... In alcuni di questi casi devo ammettere che, fra me e me, ho smadonnato anche pensando all'Egnater che pesa 24 kg...

Giorni fa, dopo una serata in piazza, nel sollevarlo ho sentito un piccolo crack alla schiena... E non ho più (da un pezzo ormai) venti anni...

martedì 19 maggio 2015

Vi presento il Basso "Arx"

Il purista, gran capiscione di bassi, avrà di certo già storto il naso: "e che cavolo è un basso Arx?". Per colmare l'enorme lacuna conoscitiva del nostro scorbutico esperto di bassi procedo subito a fornire qualche spiegazione.

Ieri il mio amico Sergio (grande conoscitore di musica blues, grande Bluesman e sopraffino costruttore di chitarre) mi ha consegnato il basso "Arx" che gli avevo commissionato qualche tempo fa. Si tratta di uno strumento "artigianale", fatto su mia specifica richiesta, con delle caratterstiche precise che io avevo chiesto a Sergio e che lui ha perfettamente realizzato come volevo.

Si tratta di un basso semiacustico e fretless (senza tasti). Lo stile richiama la Gibson ES-335 Walnut (che io adoro...): quel suo colore antique walnut brown, non troppo lucido-non troppo opaco semi anticato, è eccellente. Le meccaniche dorate spiccano molto con questa tonalità di colore. Il manico è molto scorrevole: ho montato del corde flat che filano che è un piacere.



Positiva anche la resa sonora: regolando i toni si riesce ad ottenere un suono molto contrabbassistico: insomma suoni molto caldi e malinconici.

L'ho chiamato Arx come uno dei luoghi più sacri dell'Antica Roma: speriamo che sia di buon auspicio.

Penso che userò questo basso per fare il blues classico (non molto tirato) e il blues con sentore di Jazz (non sono un musicista jazz...): roba insomma da suonare nelle bollenti notti d'estate, fuori davanti la porta di casa con qualche amico e qualcosina da bere...

Unica piccola pecca: pesicchia. Ma penso che con un po' di esercizio fisico si può facilmente ovviare al problema...

sabato 18 aprile 2015

Basso Ibanez-SDGR SRX 300

Voglio dedicare questo post al mio basso Ibanez SDGR SRX 300.


Ho acquistato questo strumento un bel po' di anni fa e non l'ho pagato molto. Si tratta infatti di un basso piuttosto economico. Tuttavia devo dire che, dopo aver provato parecchi altri bassi di categoria e prezzi decisamente più elevati, quando ho preso in mano questo subito me ne sono quasi innamorato. Mi è piaciuto da subito, e senza chiedere il prezzo: l'avrei preso comunque.

Ribadisco che si tratta di un basso di fascia non troppo alta, ma il manico è molto comodo, i suoni belli e corposi facilmente personalizzabili grazie ai controlli presenti. Come impostazione fisica direi che ha un non so che di chitarristico. Non è particolarmente pesante e ci si può suonare parecchie ore di fila senza ricorrere all'ausilio del Dottor Gibaud per una lussazione della spalla. La tastiera è comoda e non ti fa buttare i polpastrelli e le mani.

Un basso molto agevole da suonare e nel complesso robusto ed affidabile. Tiene l'accordatura che è una meraviglia: le meccaniche sono precise.

L'unica osservazione che posso fare riguarda il fatto che sia un basso attivo. Francamente non sono un amante degli strumenti "attivi" come chitarre e bassi. 

Riconosco che sicuramente hanno più potenza e forza di volume, ma il fatto di dipendere da una batteria da 9v non mi fa mai stare tranquillo quando vado a suonare dal vivo. Per ovviare a questo sono ricorso alle batterie ricaricabili: però è sempre una bella seccatura. Prima di ogni performance dal vivo devo ricaricare la batteria al massimo per evitare di rimanere a secco mentre suono e mi devo portare appresso sempre una batteria di ricambio (non si sa mai). Ho sempre il terrore che la batteria si scarichi su più bello, che il basso perda volume e potenza. E se poi ti dimentichi il jack attaccato (quando magari fai una pausa in prova o dal vivo), si scarica la batteria. E che cavolo!

E poi, daje oggi, daje domani, mi si è rotta la cuffia porta batteria del basso e ho pure perso una vite dell'alloggiamento batteria mentre facevo un cambio al volo mentre suonavo live.  Ho rimediato al tutto molto facilmente, ma, per me, è sempre una rottura. Insomma, gli strumenti attivi non fanno per me. 

Questo però nulla toglie alle buone qualità complessive di questo strumento.
 
Per me che faccio il bassista come "tappabuchi", questo è infatti un buon strumento: pratico, agevole, versatile. Insomma è un mulo, uno strumento da lavoro onesto, fedele e senza pretese. E quando si va a suonare, magari un bel po' di cover per ore e ore, è di questo che si ha bisogno.

Questo blu elettrico non mi fa impazzire, ma c'era solo di questo colore: quindi pazienza.

Con le corde adatte si riesce a tirare fuori delle timbriche molto interessanti: a me piacciono molto quelle decisamente ruvide e con questo basso ci riesco benissimo. Regolando opportunamente il ponte è possibile "sleppare" senza problemi.

Insomma mi piace molto suonare il basso e con questo Ibanez mi diverto davvero parecchio.

Mi permetto di consigliare questo strumento a chi si avvicina al basso o a chi ha bisogno di un vero e proprio muletto da guerra: se si riesce a trovare usato, lo si può acquistare con una spesa modica e se è in buone condizioni vale tutti i soldi spesi. Buono per tutti i generi, ma predilige il rock e il funk: per il blues è un po' metallico, ma i suoni si possono regolare abbastanza bene. Ottimo per chi è solito fare sessioni molto lunghe.

Inoltre approfitto di questo post per invitare i giovani musicisti (ragazze e ragazzi) a suonare il basso. E' uno strumento bellissimo e fondamentale, ma spesso snobbato perchè ritenuto un ruolo di serie B. Invece non è vero: il basso è, insieme alla batteria, il perno centrale di qualsiasi band (rock, funk, blues). Un bravo bassista riesce a dare quel tiro essenziale ad una buona esecuzione musicale: un bassista mediocre farà affondare qualsiasi virtuoso della chitarra o della tastiera. Insomma, coltivate la passione per il basso!!!