I Beatles al Vigorelli con la Ric 360/12 in mezzo al palco
Per un appassionato di chitarre Rickenbacker e fan sfegatato dei Beatles, la data del 24 giugno del 1965 è un momento fondamentale. 50 anni fa (cacchio come passa il tempo) i Beatles si esibivano al Vigorelli di Milano con un doppio concerto.
Durante il loro tour in Italia (Milano, Genova, Roma) i Beatles non fecero mai dei veri e propri "sold out" tanto per far capire la mentalità provinciale che ha sempre imperato in questa misera landa europea. Siamo ancora attaccati alla musichina leggera italiana: ieri come oggi. Invece di Peppino di Capri o Massimo Ranieri oggi abbiamo Vasco Rossi, Ligabue, Tiziano Ferro, Giorgia et similia... Non è cambiato niente.
Lasciamo perdere le polemiche e parliamo di cose serie. Ovviamente durante i concerti dei Beatles in Italia erano presenti le chitarre Rickenbacker ovvero la 325 di Lennon e la 360/12 di Harrison. e che ve lo dico a fare?!?!?
I Beatles al teatro Adriano di Roma. la Ric 360/12 è sempre il mezzo al palco!
I Beatles al Vigorelli. La Ric è sempre in mezzo. Notare la pubblicità della mitica Davoli
George Harrison mette a punto la sua Ric 360/12 prima di un concerto
Sembra tutto OK!
Insomma una grande data e tanti ricordi: e io non c'ero. Ero troppo piccolo, ma in spirito c'ero, eccome se c'ero!
Nella discografia dei Beatles esiste un album intitolato "The Beatles in Italy" che non è un disco live, ma una semplice compilation uscita nel 1965. Alcuni pezzi presenti sul disco sono stati effettivamente suonati dai Beatles durante il loro tour italiano. Cito questo disco perchè il mio amico Massimo lo aveva (spero che lo abbia ancora). Quando eravamo due adolescenti patiti di musica con l'ambizione di diventare dei grandi musicisti l'avremo sentito penso 10 miliardi di volte sulla sua fonovaligia Lesa. Tanto per continuare a sentirmelo a casa. me lo registrai pure su una cassetta... Insomma un mare di ricordi ed un pizzico di nostalgia...
Un aspetto molto importante, e quindi da non sottovalutare assolutamente, è il ruolo dell'amplificatore. In termini generali bisogna ricordare, soprattutto alla chitarrista e al chitarrista meno esperto, che un buon amplificatore è in grado di rendere una chitarra mediocre uno strumento tutto sommato accettabile, mentre un amplificatore mediocre è di fatto capace di trasformare un'ottima chitarra in un cesso (tanto per usare dei termini da conservatorio...).
Insomma qualora si intedesse acquistare una chitarra di un certo livello è quantomeno indispensabile dotarsi di un amplificatore non solo di un livello altrettanto elevato ma che sia al contempo capace di "dialogare" in modo ottimale con lo strumento. Il chitarrista esperto probabilmente capirà cosa intendo per "dialogare": chitarre ed amplificatori (lo stesso si potrebbe dire anche per i bassi) si devono "acchiappare" perchè non è mai e poi mai vero che un amplificatore vale l'altro, anche se si tratta di "signori amplificatori".
Se questo è valido per tutte le chitarre di un certo livello, devo dire che è ancor più valido nel caso in cui si debba amplificare niente po' po' di meno che una Rickenbacker 360/12. Questo perchè:
a) abbiamo a che fare con una dodici corde
b) abbiamo a che fare con una dodici corde avente un suono ed una timbrica particolare.
Se uno si fa un giro in Internet noterà che molto di frequente questa chitarra viene accoppiata ad un Vox AC15 o (per chi se lo può permettere) un Vox AC30. L'accoppiamento viene fatto in prima battuta per una ragione, diciamo così, "romantica": una chitarra tipicamente beatlesiana come la Rickenbacker viene amplificata dall'amplificatore Beatles per antonomasia, ovvero un Vox. Ma non c'è solo una ragione affettiva: il Vox AC15 o il Vox AC30 sono due eccellenti amplificatori valvolari capaci realmente da un lato di esaltare il suono della Rickenbacker 360/12 e dall'altro di rendere in modo ottimale il "ginglegiangle" di questo strumento senza farlo diventare uno "sdragadanghete" troppo metallico.
Nota: abbiate pazienza per come mi esprimo, ma questo linguaggio onomatopeico mi sembra quello più adatto in casi come questi.
Ma torniamo a noi.
La scelta di un classico amplificatore Vox valvolare è quindi giustificata dal fatto che una chitarra del genere ha veramente bisogno di un buon amplificatore valvolare. Gli amplificatori a transistor, parlo con specifico riguardo a questa chitarra così particolare, fanno uscire il suono della Rick 360/12 decisamente piatto e freddo: ci vuole il suono caldo delle vecchie e care valvole. Il grosso problema dei Vox valvolari classici come gli AC30 e AC15 è che costicchiano e soprattutto pesano come dei macigni!
Questo ultimo aspetto non deve essere mai sottovalutato. Soprattutto quando a strimpellare è il musicista diventato, con il passare dei decenni, "vintage" come la chitarra che suona, e magari deve fare qualche seratina in giro, accollarsi un amplificatore pesante come un bulldozer può essere un problema non indifferente. Carica la strumentazione in macchina, scarica e monta il tutto, suona per 4 o 5 ore, rismonta tutto, ricarica tutto in macchina (intanto sei a pezzi per la serata appena trascorsa...), riporta tutto indietro e riscarica tutto in sala prove... Ebbè, signori e signore, in queste condizioni l'età si fa sentire e se un amplificatore pesa 40kg allora tutto diventa un grosso problema. Inoltre, già suonare in giro per locali non è un'impresa molto remunerativa (anzi!), il pericolo è dover pagare dei camalli genovesi per fare tutto il lavoro di fatica! Mi dispiace, "nun se può fà"!
Del resto, ha senso comprarsi un mega amplificatore valvolare per suonarci solo dentro casa? O sono in grado di portarmelo appresso o nisba! Almeno io la penso così...
Quindi pensate a tutto questo quando si tratta di acquistare il valvolare per amplificare la Rick 360/12.
E io come faccio?
Ebbene, come ho già anticipato in un altro post, il mio fedele compagno di amplificazione è un piccolo, ma potente ed efficientissimo, Egnater Tweaker 40/112. Si tratta di un combo valvolare Egnater dal peso accettabile (intorno ai 26 kg) e dal prezzo non esagerato (anche se non sono sicuro che faccia ancora parte del catalogo dell'Egnater...).
Leggero, dalle dimensioni contenute e munito di due canali, questo combo valvolare da 40 watt (che avevo acquistato precedentemente alla Rickenbacker) si è dimostrato decisamente all'altezza della situazione grazie anche al bel cono Celestion in dotazione. Ottimi i suoni e la distorsione valvolare ottenibile agendo sulla manopola del gain. L'amplificatore non è dotato di riverbero.
Questo amplificatore è piuttosto belloccio anche per la sua veste marcatamente "vintage": è dotato di numerosi controlli che permettono di calibrare con una certa precisione il suono alla chitarra.
In alcuni casi devo anzi dire che i controlli possono apparire anche
troppi: ci sono molte levette e selettori: la ricerca del suono corretto
richiede quindi del tempo che, secondo me, è bene dedicare alla
definizione del suono.
Un selettore interessante, visto che ne ho appena parlato, è quello che consente a questo amplificatore di darsi una conformazione USA, British o AC (dove AC è la sigla degli amplificatori Vox di cui sopra). E' ovvio che questo amplificatore non potrà mai suonare come un Vox AC qualcosa, ma ci va abbastanza vicino.
Riassumendo: sono stato molto fortunato che l'unione Rickenbacker 360/12 - Egnater sia riuscita perchè l'ampli l'avevo acquistato prima della chitarra. I tanti controlli, levette e selettori possono a prima vista, complicare la vita, ma penso siano stati il motivo per cui questo amplificatore si è ben adattato ad una chitarra non facilissima da settare come la Rick 360/12. Pesa poco, è piccolo, suona bene, presenta molte combinazioni di suoni, ha degli ottimi bassi che rendono la Rick decisamente molto calda (e non gelida come altri ampli non solo a transistor, ma anche valvolari). Bisogna però munirsi di un buon riverbero, perchè non è presente nell'amplificatore.
Insomma: occhio all'amplificatore. Non fate i taccagni su un elemento così importante. E comunque non accontentatevi, perdeteci un po' di tempo per accoppiare efficacemente chitarra ed ampli ed ottenere dei risultati ottimali.
Su questo link trovate la scheda tecnica dell'Egnater Tweaker 40/112
Forse l'ho già detto in un'altra occasione, ma preferisco usare la mia Rickenbacker 360/12 per fare prettamente musica un po' sperimentale, musica dai toni acidi e psicadelici piuttosto che fare il solito "twang" per rifare le canzioni dei Beatles o dei Birds.
L'altro giorno però mi sono ritrovato con due "vecchi" amici, entrambi appassionati e conoscitori dei Beatles (con i quali solitamente suono il buon vecchio e caro Blues) i quali mi hanno detto se volevamo dedicare una ssessione di prove per suonare canzoni note e meno note dei Beatles.
Colgo l'occasione al balzo e quindi mi munisco della mia Rick, un piccolo Frontman della Fender, un jack e via, verso la sala prove.
Pur con i limiti pratici ovvi del piccolo Frontman (alla fine della suonata stava praticamente con la lingua di fuori), abbiamo passato una serata di "fuego": praticamente abbiamo suonato ininterrottamente per quasi tre ore rifacendo album interi dei Beatles. Io con la mia Rickenbacker 12 corde, il bassista Michele (con una copia cinese di un Fender Jazz ed uno scassatissimo ampli da chitarra), il batterista Fernando (con una Sonor in quasi male arnese) siamo riusciti a tirare fuori dei suoni veramente ganzi. Il suono del basso stoppatissimo e secco (con vaghissimo sentore di Hofner) e la batteria scarna come poche fungevano da base ottimale per il classico "sglanghete sglanghete" della Rickenbacker 12 corde che spesso suonavo con il solo magnete al ponte (un tripudio di "sglanghete sglanghete").
Ovviamente non ho usato alcun tipo di effetto: ho solamente usato un plettro un po' più rigido del solito (invece del solito 0.38mm) per avere dei suoni ancora più marcati.
Essendo stati tutti noi battezzati con le canzoni dei Beatles, è stato veramente un tuffo nella nostra infanzia. Nel repertorio della suonata non sono mancati pezzi stra-ovvi come "the house of the raising sun" o "have you ever seen the rain": qualche bella straclassica non guasta mai!
Una gran bella strimpellata, non c'è che dire. Anche se, come ho detto prima, ho sempre pensato che fosse un modo un po' sputtanato per suonare una chitarra come questa, il divertimento è stato tuttavia totale.